L’anello

Inizio.
Piano.
Riabituarsi è difficile. Strano.
Riapro porte chiuse. Lentamente. La chiave cigola ma gira.

 

Avevano portato un vassoio coperto da un fazzoletto bianco. Lo avevano poggiato sul tavolo di legno scuro al centro dell'ampio salone ed erano usciti dalla stanza chiudendosi la porta alle spalle. La duchessa aspettò ancora qualche momento in piedi vicino al grande camino acceso, poi si avvicinò al tavolo e sollevò il fazzoletto con un gesto rapido. Sul vassoio c'era una mano mozza. Si sarebbe detta la mano di un uomo; un uomo forte, giovane, ricco. Era una mano curata e pulita. E portava un anello. Si trattava di un anello d'oro bianco molto elaborato. Raffigurava un drago che ghermiva una grande onice nera che occupava il centro del gioiello.
La duchessa si lasciò sfuggire un sorriso alla vista dell'oggetto. Senza mostrare nessun segno di orrore o raccapriccio per il membro disarticolato che giaceva nel piatto, sfilò l'anello dal dito indice e, dopo averne strofinato la pietra con il fazzoletto, se lo infilò.
Immediatamente una gran luce si sprigionò dalla pietra lucida e scura dell'anello, irradiandosi fino ad invadere l'intera sala. Poi, lentamente, il bagliore si attenuò e scomparve nuovamente.
Sul vassoio la mano dell'uomo era scomparsa. Al suo posto c'era il braccio pingue di una donna, le unghia laccate di rosso, la pelle arrossata. Intorno al dito indice si notava una strana bruciatura.
Un uomo giovane, alto e dall'aspetto distinto si allontanò senza fretta dal tavolo e si avvicinò a una delle grandi finestre. La aprì e con scatto felino saltò nell'oscurità oltre il davanzale. Il bagliore dell'onice del suo incredibile anello brillò per un attimo nel buio senza luna della notte.

 

Fine.

L’anelloultima modifica: 2005-03-22T19:21:59+01:00da kjria
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