V per vendetta

E finalmente l'ho visto anch'io. Domenica sera. Al cinema, ovviamente.
Ci sono andata sola. E la sala non era neanche affollata come al solito di domenica sera.
Per chi non abbia visto il film e intende vederlo, avverto che nel post qui di seguito ci sono info che anticipano parti salienti della storia.

Cominciamo con quello che non mi è piaciuto molto:
– Natalie Portman: a parte le sue interpretazioni in Léon di Luc Besson e in Mars Attaks di Tim Burton, la Portman non mi ha più convinta (saga di Star Wars inclusa). Mi sembra falsa, così scopertamente fittizia, che non mi va giù; 
– alcune parti del film le ho trovate troppo melodrammatiche, altre troppo didascaliche o ridondanti.

Però. Il film mi è piaciuto moltissimo!  Molto politico. Ed è da domenica scorsa che ogni tanto ci penso.
Ci sono diversi spunti interessanti e attualissimi, nonostante il film sia ambientato nel futuro (molto prossimo, però).
Innanzitutto la critica feroce di ogni regime basato sull'accordo popolare estorto facendo pressione su paure collettive e voglia di stabilità, sicurezza, protezione.
E, ancora, la manipolazione dei sistemi d'informzione (in primis, il mezzo televisivo – dal Truffaut di Fahrenheit 451 a McTeigue, il medium demonizzato è sempre lo stesso) e, attraverso questo, il controllo delle masse. La verità è quella che ci passa lo schermo televisivo. Schermo splendente, cantavano anni fa gli Üstmamò, dietro ad un vetro, dentro la testa, spegni ed accendi quello che resta. […] Schermo delle mie brame messaggero perfetto, luce di verità.
Bellissimo il fatto che l'identità di V non venga mai svelata, fino alla fine.
Dico bellissimo (nonostante non mi sarebbe piaciuto scorgere il volto di Hugo Weaving dietro la maschera. Mi piace molto: il suo Agent Smith in Matrix è il cattivo fantascientifico più "simpatico" a cui riesco a pensare) perché V rappresenta un'idea e questo, secondo me, è il punto cruciale di tutta la storia. Perché oggi le idee vengono barattate facilmente con certezze e con personaggi/persone che, di volta in volta, si dicono pronti a garantire queste certezze. Ma a quale prezzo? Niente idee. Fatti (o presunti tali). E la vita, la nostra, s'impoverisce, diventa misera, piccola, triste. Smettiamo di desiderare qualcosa di meglio perché sembra irraggiungibile. Finiamo per accontentarci del meno peggio. Finiamo per credere alle menzogne che ci propinano: stiamo bene così; questo è quello di cui abbiamo realmente bisogno. E la libertà sembra una velleità da ragazzini immaturi. La vita stessa diventa una finzione. Accettare di rinunciare a questa finzione e correre i rischi che comporta diventare padroni di se stessi e riprendersi quella dignità che ci meritiamo: questa è la rivoluzione, il cambiamento radicale (vedi la Portman che accetta di morire con stoica fermezza).
Liberta! Sempre! Recita la locandina del film.
Libertà! Sempre! A volte basta distruggere un simbolo (vedi la distruzione dell'House of Parliament). A volte basta un'idea.
W Guy Fawkes! 

V per vendettaultima modifica: 2006-04-12T21:03:45+02:00da kjria
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Un pensiero su “V per vendetta

  1. ciao, volevo farti sapere che condivido il tuo parere sul film, a parte la critica feroce che riguarda la protagonista femminile, che trovo ben inserita nella parte…x il resto complimenti, hai saputo rendere interessante e ben proporzionata la storia, che mi ha fatto molto pensare … oserei dire che riguarda la realtà dei giorni nostri…”lo schermo splendente”… brava!
    buona serata

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