The London Experience – parte 3

Tornai da quelli e annunciai che le loro condizioni non mi stavano bene. Avevano tutto il diritto di definire le regole in casa loro ma, visto che a me quelle regole non stavano bene, avrei cercato un altro appartamento e sarei andata via. Inspiegabilmente i due s'incazzarono per questa mia decisione e smisero di dirmi anche quelle poche frasi di cortesia che mi concedevano prima. Li ignorai. Piena di vergogna andai in farmacia e mi procurai uno shampo contro i pidocchi. Cominciai a cercare casa. Impresa ardua per il mio budget limitato. Intanto avevo sostenuto un colloquio alla National Gallery Company e ricevetti presto una lettera di conferma di assunzione a tempo indeterminato, con tanto di contratto da firmare e rispedire al mittente. Contratto che firmai subito, ovviamente (anche se questo significava che non sarei più tornata in Italia dopo Natale). Finalmente trovai una sistemazione adeguata a Turnpike Lane, non lontana da Wood Green. I proprietari della casa erano una coppia di ciprioti, Mario e Galadia, che vivevano a piano terra. Affittavano il primo e secondo piano. Una stanza era già occupata da un altro cipriota, Savvas, architetto. Mi assicurai che non ci fossero problemi ad avere ospiti e poi mi trasferii. La mia stanza era carina e spaziosa. Il mio coinquilino sembrava a posto. Sembrava, appunto.
F. arrivò qualche giorno prima di Natale. Non ci vedevamo da quasi due mesi. Raggiunsi l'aeroporto un po' in ritardo. Il terminal degli arrivi era affollatissimo. Ma lo riconobbi subito: la sua giacca di pelle nera, il suo trolley, il sorriso sul suo volto che compariva e scompariva tra la folla mentre mi veniva incontro. Mi aveva vista anche lui. Ripensandoci adesso, sembrava la scena di un film. Cominciammo a camminare più in fretta, uno verso l'altra, poi a correrci incontro. E, finalmente, gli volai letteralmente tra le braccia. Ci stringemmo forte. La gente ci camminava intorno indifferente. Io stavo per esplodere dalla gioia. Ci scappò qualche lacrima. Pochi attimi intensi, di quelli che durano, appunto, attimi, ma ti restano dentro per tutta la vita. (Continua…)

The London Experience – parte 3ultima modifica: 2006-05-14T19:46:39+02:00da kjria
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