Ultimo giorno di scuola

Oggi è l'ultimo giorno di scuola. Mi era stato detto che potevo fare a meno di andarci. Sapevo che non ci sarebbero stati alunni ma, ligia al dovere, seppure in ritardo, alla prima ora ero là. Per strada ho avuto modo di riflettere ancora una volta sul fatto che ci siano diversi deficienti al volante ( e che sempre di maschi si tratta, eh?). Sicuri del fatto che una Fiat 500 scassata non possa viaggiare ad una velocità superiore a quella di una lumaca in bicicletta, non rispettano le precedenze e poi mi costringono a odiosi sorpassi al testosterone (altrimenti interpretabili come tentativi di suicidio in diretta).
Arrivata a scuola, com'era prevedibile, non ci trovo neppure un alunno. I miei colleghi mi ripropongono il concetto già espresso ieri. Per la serie: "Che ci sei venuta a fare?" Firmo il registro delle presenze e filo via. Ma non a casa. Ne approfitto per andare a comprare un nuovo costume per la piscina (che quello che ho rischia di disintegrasi al primo tuffo in acqua per quanto è liso). Ho la mattinata libera. Decido per il centro commerciale. Il consumismo può essere divertente certe volte.
Arrivo lì che sono le 9 e parcheggio (c'è pochissima gente e un sacco di posto). Decathlon però apre alle 9.30 (accidenti! e adesso? non ho neanche un libro da leggere con me). Esco dalla macchina e m'incammino verso il centro commerciale attraverso l'ampio parcheggio semivuoto con passo lento e con l'iPod alle orecchie. Mi ritrovo a cantare ad alta voce incurante della gente che mi passa affianco (And now how I wanted to go And now how I wanted to be Don't make me speak before I think Or make me hold my horses Hi Psapp). Passo davanti alla Coin. La Coin è già aperta. In vetrina vedo un top che mi piace. Decido di entrare. Mi aggiro per gli scaffali paciosa e relaxed. E in quel mentre scorgo la mia immagine riflessa in uno specchio. Perché questi cavoli di negozi
mi fanno sentire all'improvviso tutta sciatta e arruffata? Lo fanno apposta, eh, lo fanno apposta!? Maledetti. Ma questa volta non mi avranno. Oggi sono paciosa e relaxed. Prendo un elastico dalla borsa e mi lego i capelli: tié. Il top che avevo visto in vetrina, da vicino, non mi piace più. Però arraffo qui e là altre cosucce carine. Porto tutto nel camerino di prova temendo già l'effetto impietoso delle luci dei camerini sulla mia cellulite riflessa nello specchio… Beh, credevo peggio.
Prendo un paio di pantaloni e un top. Alla cassa la commessa mi appioppa due buoni per un aperitivo da consumare presso un locale del centro commerciale che, a sua volta, mi rilascerà un buono sconto del 5% cento (se ricordo bene) per un acquisto presso la Coin superiore a 50 euro (ho preso appunti per ricordare tutto, eh?). Certe volte il consumismo è proprio idiota!
Decathlon è finalmente aperto. Entro e cerco il settore nuoto. Alla fine scelgo un costume identico a quello che avevo già, solo con colori diversi (a volte sono reazionaria).
Ok: ho speso più che abbastanza. Mi rificco in macchina e torno a casa. Accendo il computer e controllo la posta. Franco c'è riuscito (maluccio, ma c'è riuscito): ha scannerizzato alcune mie foto da piccola. Ogni volta che mi vedo mi dico: cribbio, che sei cresciuta a fare, baby? Eri così carina, eri così carina, proprio un'amore di ragazzina.

Ultimo giorno di scuolaultima modifica: 2006-06-10T17:10:18+02:00da kjria
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