Il casolare di Fossombrone

Aspetto. 3 ore. Poco più. L'aria condizionata non mi piace ma fuori l'aria è umida e appiccicosa. Leggo una rivista idiota. Non credevo che fosse così idiota. Poi riparto. Si riparte.
E poi… "Mi raccomando! Non vada al night stasera!" Natasha: i suoi capelli rossi, il suo accento slavo. We go together. I campi di girasole. I monti. Il convento e l'abbazia. Natasha parla in russo con quattro gatti neri e un gatto grigio. Il crocifisso brilla in cima ai monti immersi nel buio fresco della notte. La pratica. Il sudore buono. Le sere fresche, meravigliosamente tranquille e silenziose. Le lucciole. Tante lucciole, come piccoli fuochi ballerini nel buio. Le mestruazioni. I complimenti di David e Davidine al mio inglese. Le
calligrafie di Maestro Chen. Il suo sorriso, il suo sguardo intenso, il suo "ciao!." La foto con Paola, Wanda e Gianna. La battuta di David. Il pruno rosso. Il vino di visciole. I passaggi in auto di Roberto, la sua musica. Attilio e l'aglio. "Bella! Che forma è?" "La prima!" "Parti anche tu?" "Sì." "Ma dai!… Peccato!" E le stelle. Lassù. See the stars they're shining bright Everything's alright tonight. La colazione a Urbino. In viaggio con Paola.

Mi muovo in una dimensione piena di incognite – volti, paesaggi nuovi, diversi. Mi piace. Mi lascio andare. Poi, all'improvviso, è tutto finito. Tutto è di nuovo come prima. Avevo dimenticato questa sensazione. Ne voglio ancora.

Il casolare di Fossombroneultima modifica: 2006-07-04T15:28:32+02:00da kjria
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