Il tè nel deserto

Ieri sera tornando a casa in macchina dopo la mezzanotte mi accorgo che la spia della batteria s'illumina flebilmente quando freno. Mi dico che i casi sono due: o c'è un contatto sballato al quadro o la batteria ha qualche problema. Arrivata a casa, però, mi sono dimenticata della batteria e, caso raro, sono restata incollata alla tv a vedere il secondo tempo de Lo Squalo e, di seguito, una buona parte de Il té nel deserto, fino alla fine. Fino alle due e mezza, insomma. A letto ho faticato ad addormentarmi. Continuavo a vedere la sabbia, le screpolature del sole, i meravigliosi occhi verdi di Debra Winger attraverso le bande scure del suo turbante; a sentire i canti ipnotici dei popoli del deserto africano. E mi dicevo, dormi, cretina, domani devi svegliarti presto e andare a mare. Stamattina la sveglia è suonata alle otto e mezza. L'ho spenta e sono restata a dormire per un'altra mezz'ora. Poi mi sono scaraventata giù dal letto con gli occhi ancora appiccicati di sonno. Cretina, mi dicevo, cretina, ieri dovevi andare a letto prima. Mi preparo in fretta. Le mie mattinate solitarie in spiaggia non si protraggono mai oltre mezzogiorno. Non sopporto di stare sotto il sole oltre quell'ora e il mare non mi piace come la mattina tra le 8 e le 10 (le mie ore preferite!). In macchina ci metto una ventina di minuti/mezz'oretta ad arrivare alla mia caletta, a seconda del traffico. Entro in macchina. Metto in moto e… cazzo! La batteria! M'ero dimenticata della batteria! Sarà una cosa seria? Passo dall'elettrauto prima di partire per il mare. Gli spiego il problema, lui dà un'occhiata all'auto e mi dice: "La batteria non si carica. Te ne sei accorta appena in tempo. Questa ti lascia a terra. Se ti devi spostare di poco, magari ce la fai. Altrimenti no." E io, speranzosa oltre ogni evidenza: "A mare?" E lui, ovviamente: "No, non se ne parla. Ti lascia a terra." Sob, sob, sob, sob. Levataccia inutile. Strasob! Gli lascio la macchina perché me la rimetta a posto e mi sistemi anche qualche altro difettuccio elettrico e intanto registro gli sguardi degli altri clienti presenti nel parco auto. Ogni tanto qualcuno mi lancia un'occhiata curiosa, pure gli operai dell'officina. Uno mi squadra palesemente dalla testa ai piedi. Che c'ho, mi chiedo? Non mi pare di essere vestita in maniera eccentrica o ridicola. Mi sorge il dubbio che sia perché sono l'unica donna lì; rifletto un attimo e mi pare di ricordare di non averne mai incontrata una tutte le volte che ci sono andata; forse è perché mi sono accorta in tempo della batteria difettosa e non l'ho fatta morire per strada (le donne non ci capiscono niente di motori, no?); forse ho semplicemente dimenticato che vivo in un paese di nemmeno 15mila abitanti, non in città, e qui le donne possono permettersi ancora di delegare a mariti, fratelli, padri, queste cose da maschi, come portare la macchina dall'elettrauto. Ma no, dai, esagero. Forse sono semplicemente così affascinante che nessuno riusciva a levarmi gli occhi di dosso. 😉 O forse me lo sono semplicemente immaginato e in realtà non mi cagava nessuno, solo sguardi casuali. Mi ritorna in mente Debra Winger, i suoi meravigliosi occhi verdi, lo scambio di sguardi silenziosi e intensi con l'uomo Tuareg. Tutta un'altra cosa. 8)

Il tè nel desertoultima modifica: 2006-07-12T15:12:26+02:00da kjria
Reposta per primo quest’articolo

5 pensieri su “Il tè nel deserto

  1. capita di sentirsi al centro dell’attenzion e e non capire perchè. A me è successo una volta e non so se era perchè avevo una scarpa nera ed una marrone… il mio post fa aprte di un ciclo intitolalo “i sogni della vita” perchè sono in parte sogni veri e in parte scritture con un simblolismo onirico. il primo è un songo reale e rappresenta il mio matrimonio. Il secondo è, dopo tanti anni, quando dopo tanti anni ho scoperto di aver dimenticato la vita e di essermi recluso nella Torre dele abitudini. il terzo è l’abbandono della torre richiamato dalla vita, e di seguito il quarto, un sogno premonitore, il quinto lo sto abbozzando

Lascia un commento